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Il nostro progetto di tesi: bibliografia preliminare

Eccoci giunti ad un’altra puntata del nostro progetto di tesi. In questo progetto vi porteremo ad avere uno sguardo completo di come impostare una tesi, dalla scelta dell’argomento alla stesura. Ovviamente non scriveremo la tesi, ma abbozzeremo degli schemi sempre più dettagliati della nostra ricerca.
Se vi siete persi le puntate precedenti eccole:
1. Introduzione
2.Gli strumenti
3. Utilizzo di Zotero

Il nostro punto di partenza per la tesi sulla creatività (di cui, lo ripetiamo, non sappiamo quasi nulla, vedi introduzione), ci ha portati a consultare quello che sembra uno dei migliori manuali:

Robert J. Sternberg Handbook of Creativity Cambridge University Press 1999 (Handbook of Creativity)

Visto il costo elevato l’abbiamo cercato in biblioteca attraverso l’Opac. Nel nostro caso quello dell’Università di Pavia. Poiché la biblioteca che lo possedeva non ce lo poteva dare in prestito perché non eravamo studenti o ricercatori (biblioteca di psicologia), siamo ricorsi ad un prestito interbibliotecario: attraverso la biblioteca Universitaria centrale abbiamo fatto richiesta di prestito interbibliotecario, nel giro di un paio di giorni il nostro testo era disponibile e ce lo siamo portati a casa.

In realtà lo stesso autore ha pubblicato altri libri più recenti, in particolare è co-autore del seguente:

James C. Kaufman The Cambridge Handbook of Creativity (Cambridge Handbooks in Psychology), Cambridge University Press 2010 (Link su Amazon:The Cambridge Handbook of Creativity (Cambridge Handbooks in Psychology))

Ma abbiamo preferito partire dal testo del 1999 per la reperibilità più semplice e per vedere poi quali sono stati gli aggiornamenti in materia negli ultimi 10 anni.

Abbiamo scoperto cose interessanti, fra cui un capitolo molto importante, che spiega le origini biologiche della creatività. Di questo capitolo, il cui autore è Colin Martindale, a sua volta autore di numerosi testi in materia (e che andremo a consultare), abbiamo estratto numerosi ed importanti riferimenti bibliografici.

Siamo anche alla ricerca della prima definizione di creatività. Per ora siamo al 1913, con Poincaré, che dà la seguente definizione:

To create consists of making new combinations of associative elements which are useful (pag. 286, Handbook of Creativity)

Per quanto riguarda la bibliografia l’abbiamo salvata per intero (quella del capitolo in questione) facendo una fotocopia (NOTA: la fotocopia di poche pagine del testo è legale, soprattutto se si tratta della bibliografia) e poi una scansione. Purtroppo l’OCR non è andato a buon fine, il testo è troppo fitto, in attesa di fare altri tentativi ci accontentiamo di avere il pdf della bibliografia.

Scopriamo che dovremo andare a vedere Howard Gardner, con la sua teoria delle intelligenze multiple, ma nel frattempo ci concentriamo appunto sulle basi biologiche della creatività:

Pare che vi siano teorie diverse come quella di Fromm 1978 che ha a che fare con i processi primari di pensiero. Mendelsohn 1976 proponeva invece il discorso del Focus of Attention e mEdnick 1962 il concetto di Associative Hierarchies.Quindi. Hull 1943 è il primo ad affermare che nealla creatività vi sia un’attivazione corticale. La sua supposizione è stata poi dimostrata con le analisi PET (Positron Emission Tomography).

Nella prossima puntata pubblicheremo il file con questi riferimenti bibliografici.

Siamo poi andati su CiteULike, abbiamo inserito la parola chiave “creatitivy” e il primo risultato è ancora un testo del nostro autore, in questo caso un articolo:

Robert J. Sternberg, “The Nature of Creativity” Creativity Research Journal, Vol. 18, No. 1. (2006), pp. 87-98.

Adesso corriamo a leggerlo.

 

Video: Riordinare capitoli e paragrafi in word 2010

Questo video vi illustra come riordinare capitoli e paragrafi della tesi di laurea senza fatica. Un’utilissima funzione di Word 2010 consente infatti di spostare intere sezioni con semplicità. Il programma provvederà automaticamente ad aggiornare la numerazione dei paragrafi, la posizione nel sommario, ecc. Si consiglia la visione a schermo intero con l’apposito pulsante in basso a destra.

Scoprire le relazioni interdisciplinari con il Stanford Dissertation Browser

Stanfod Dissertation BrowserIl diparimento di Natural Language Processing di Stanford ha rilasciato un’applicazione web che consente di scoprire la “distanza” fra tesi di dottorato (Ph.D. Dissertation) di discpline diverse.

Se per esempio clicchiamo su Physics, si apriranno le sottocategorie, e se scegliamo applied phyiscs vedremo che non ci sono relazioni con la storia delle lingue asiatiche, e che ci sono relazioni (abbastanza ovvie) con ingegneria, chimica, biologia, ma anche relazioni (meno ovvie) con economia e fisiologia.

Una volta scoperta la relazione che ci interessa possiamo selezionare la tesi e visualizzarne l’abstract.

Ma lo strumento ci fornisce altre indicazioni interessanti.

Selezioniamo ad esempio la sfera di ingegneria gestionale (vedi immagine qui sotto)

Stanford Dissertation Browser

Clicca per ingrandire

Vedremo che aumentano di dimensione le sfere di ingegneria ed economia, per indicare attinenza e vicinanza, mentre diventano piccolossime farmacologia e gastroenterologia, campi nei quali evidentemente non vi sono stati studi correlati all’ingegneria gestionale.

E’ possibile esplorare tesi dal 1994 al 2008.

Uno strumento utile per vedere quali direzioni può prendere una tesi di laurea confrontando con le ricerche di un’importante università quale è Stanford.

 

 

Video: Gestire la bibliografia con Zotero




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